Pur consapevoli del difficile quadro internazionale in cui anche questa
nuova manovra è stata varata, non possiamo accettare in silenzio inique e
pesanti penalizzazioni che, sommate a quelle del 2010 e 2011, fanno dei
medici, veterinari e dirigenti del Servizio sanitario nazionale le categorie
chiamate a pagare il prezzo più alto, in termini retributivi, previdenziali,
normativi e professionali.
A cominciare dal rivolgimento delle regole Irpef per cui il contributo di
solidarietà è chiesto ai soli dipendenti pubblici, in spregio di ogni
principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini davanti al fisco ed al
carattere progressivo della imposizione. Cui aggiungere punizioni specifiche
quali:
• il prolungamento a 5 anni del blocco dei contratti di lavoro e delle
convenzioni, con conseguente perdita del 20% del potere di acquisto dei loro
stipendi,
• lo scippo per 2 anni del TFR, che è salario differito, in gran parte
autofinanziato,
• la minaccia di una mobilità selvaggia e di una ulteriore
precarizzazione degli incarichi di lavoro,
• la proroga della facoltà delle amministrazioni di pensionamento
coatto, a prescindere dalla età anagrafica, spesso inferiore a 60 anni.
Non possiamo che confermare le ragioni di una protesta che ci porterà alla
manifestazione di Roma il 13 ottobre per scongiurare ulteriori attacchi alla
professione e reclamare l’attenzione che il settore merita a difesa di un
sistema salute che garantisca in maniera adeguata la tutela dei cittadini e
la dignità professionale degli operatori.
E in quell’occasione consegneremo al Governo le migliaia di firme raccolte in questo appello.
La raccolta delle firme continuerà fino al 10 ottobre.